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Bonus zanzariere: come ottenerlo

La detrazione fiscale zanzariere è una realtà introdotta nella Legge di Bilancio che ha generato una serie di dubbi e di contraddizioni. Di seguito andremo a considerare in cosa consiste questa agevolazione e come la si può richiedere.

Cos’è la detrazione fiscale zanzariere

L’Ecobonus prevede la possibilità di applicare una serie di contribuiti di natura economica e fiscale a tutte quelle attività che determinano una riqualificazione dal punto di vista energetico di un immobile. Quindi oltre agli interventi di ristrutturazione si è applicato un bonus anche per le schermature solari e alle tende da sole, strumenti che permettono di ridurre la spesa energetica all’interno di un’abitazione.
In questa prospettiva si colloca anche la detrazione fiscale zanzariere (ottieni più informazioni https://www.shark-net.com/detrazione-fiscale-zanzariere) grazie alla quale si potrà ottenere un contributo fiscale nel caso di installazione di queste strutture a porte e finestre. Ciò vuol dire che non si otterrà direttamente un importo economico per la spesa effettuata, oppure una riduzione sull’eventuale acquisto, ma si determinerà uno sconto sulle dichiarazioni dei redditi.
È però importante precisare che tale richiesta è possibile solo se le zanzariere vengono equiparate a strumenti di schermatura solare.

Quali sono i requisiti tecnici richiesti

La confusione generata sulla possibilità di richiedere la detrazione fiscale zanzariere, nasce proprio dal fatto che non tutte queste strutture possono essere considerate come sistemi di schermatura solare. A esprimersi recentemente è stata anche l’ENEA, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la quale ha specificato che solo le zanzariere che hanno particolari requisiti, possono rientrare nella categoria di schermature solari e come tali applicarsi la relativa agevolazione fiscale. Di seguito elenchiamo i parametri richiesti:

Certificazione: la zanzariera dovrà essere prodotta in base alle direttive della Comunità Europea, prevedendo il marchio CE come garanzia di un lavoro certificato.
Valore Gtot: è un dato che indica la capacità di un tessuto, del vetro e di una rete da zanzariera di intervenire sulla radiazione solare. Più basso è il valore, maggiore è la capacità di un materiale di svolgere il ruolo di schermatura. In base alla normativa vigente il valore Gtot non dovrà superare lo 0,35.
Installazione: le zanzariere dovranno essere installate in modo da essere amovibili, inoltre sarà necessario applicarle a protezione della vetrata sia all’interno sia all’esterno della finestra o della porta.

Come effettuare la richiesta per la detrazione fiscale

Avranno diritto ad accedere all’agevolazione, il proprietario di un immobile, ma anche l’inquilino o il coniuge residente, inoltre può farne richiesta anche un libero professionista con partita IVA, o un’impresa che voglia riqualificare gli ambienti lavorativi dal punto di vista energetico.
Per ottenere lo sgravio fiscale, si dovrà effettuare l’acquisto e l’installazione entro il 31 dicembre dell’anno in corso e introdurre nella dichiarazione dei redditi l’importo effettuato. Questa tipologia di agevolazione è inoltre cumulabile con altre forme di sgravi fiscali collegati all’Ecobonus. In base a quanto indicato dalla Legge di Bilancio, per le schermature solari l’importo massimo detraibile è pari al 50% della spesa complessiva con un massimo di 60.000 € diviso 10 anni.

Quali sono i documenti per ottenere l’agevolazione fiscale

Se si vuole ottenere il bonus zanzariere sarà quindi necessario selezionare solo quei prodotti che rispondono ai requisiti di legge. Inoltre al momento della dichiarazione fiscale sarà importante allegare una serie di documenti:

bonifico parlante: è richiesto il pagamento complessivo della zanzariera attraverso un bonifico in cui sia specificato l’acquisto con l’adesione all’Ecobonus per la schermatura solare. L’ordinante deve essere il soggetto a cui viene intestata la fattura e compreso tra coloro che hanno diritto a ricevere l’agevolazione.
Fattura: all’interno della dichiarazione dei redditi sarà necessario allegare anche la fattura quietanzata in cui venga specificato l’importo pagato per l’acquisto e l’installazione della zanzariera.
Certificazione: la zanzariera dovrà essere certificata come schermatura solare, appartenete alle classi 3 e 4. Per questo viene richiesta una certificazione specifica con un valore Gtot che non sia superiore allo 0,35.

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Lissone, cosa vedere in un giorno

Lissone (Lissùn in dialetto brianzolo) è un Comune italiano situato nella bassa Brianza, tra i fiumi Lambro e Seveso. Si trova ad un’altitudine di 181 mt al di sopra del livello del mare. Cosa vedere a Lissone in un giorno?

Quando è preferibile andare e cosa visitare in questo delizioso e vivace Comune?

Ecco le tappe obbligate da non perdere.

Lissone: quando andare

Lissone è caratterizzato da temperature miti, nonostante la tipica piovosità che non risparmia neanche la stagione più secca.

Quando andare? Dipende da te. Se ami la stagione calda, il mese migliore è luglio. Se, al contrario, preferisci la stagione fredda è meglio recarsi a Lissone a gennaio.

Al di là delle temperature e delle stagioni, se sei uno sportivo non puoi perderti la Coppa Agostoni. La città (chiamata anche la ‘capitale del mobile’) ospita la partenza e l’arrivo della Coppa Agostoni, una corsa ciclistica internazionale che percorre tutta la Brianza. Questa gara fa parte del Trittico Lombardo.

Quest’anno, a seguito dell’emergenza Covid, verrà organizzata una gara unica (Grande Trittico Lombardo 2020) prevista per martedì 22 settembre. Per gli appassionati, questa gara è importante almeno quanto quella del GP di Formula 1.

Lissone: cosa visitare in un giorno

Andare a Lissone e non visitare il Museo d’Arte Contemporanea suona quasi come un’offesa. Il museo conserva gelosamente opere di fama internazionale firmate da artisti come Birolli, Schifano, Reggiani, Dorazio.

Essendo la ‘capitale del mobile’, Lissone vanta una struttura unica nel suo genere: la Biblioteca Civica del Mobile e dell’Arredamento con oltre 6.500 volumi dedicati al mobile.

Dalla cultura passiamo all’architettura ed ai monumenti: la Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo è la più importante, il più imponente edificio di culto della città realizzato in stile tardo romanico con motivi neo-gotici.

Le bellezze di Lissone non si fermano qui.

Ville e Palazzi di Lissone

Il territorio di Lissone offre non solo architetture religiose ma anche civili come un paio di Ville da visitare assolutamente.

Villa Baldironi Reati incanta per i suoi affreschi (risalenti al periodo compreso tra il XVII ed il XVIII secolo) ed il suo meraviglioso parco.

Di stile neoclassico ed altrettanto degna d’interesse è Villa Candiani-Magatti, attuale sede del Municipio, realizzata nel 1600.

Se hai tempo fai un salto al Palazzo Terragni: si trova in piazza Libertà ed è un gioiello di architettura razionalista.

I dintorni di Lissone

Nei dintorni di Lissone, a distanza di qualche km, la frazione di Santa Margherita ospita l’omonimo edificio sacro e l’elisuperficie adibita all’atterraggio e al decollo di elicotteri.

Aliprandi conserva la storica residenza della famiglia nobiliare omonima.

Se ami i laghi, ti consigliamo Bareggia: nel Bosco Urbano (un vasto parco) troverai un lago artificiale adibito alla pesca sportiva.

Lissone, numeri utili

Durante una bella giornata in gita a Lissone potrebbe capitare qualche inconveniente, di seguito vi forniremo una serie di numeri e indirizzi di utilità per affrontare al meglio ogni evenienza, come l’intervento di un carroattrezzi a Lissone o le Farmacie di turno nel comune brianzolo.

Polizia Municipale: 039 7397289

Carabinieri Lissone: 039 481304

Farmacia Comunele Lissone aperta h24: 039 794820

Guardia Medica – Lissone: 800 201 102

Informazioni turistiche sono presenti sul sito del Comune di Lissone, eventi, mostre e info utili per vivere la meglio la città.

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Papilloma Virus sintomi e come si contrae

Cos’è e come si contrae il papilloma virus, scopriamo quali sono i sintomi e le cause di questo virus: scopri la guida offerta dal sito delle cure naturali Curarsi al naturale.

Per Papilloma Virus, si vuole indicare un virus che appartiene alla famiglia delle Papillomaviridae. Tale patologia è molto diffusa, e può causare anche la formazione di malattie della mucosa e della cute. Essendo una malattia che si trasmette sessualmente, il contagio avviene mediante il contatto diretto con gli organi sessuali del proprio partner.

Il Papilloma Virus, è molto aggressivo, è può trasmettersi anche semplicemente scambiandosi il costume da bagno, oppure gli indumenti intimi, anche se è una probabilità molto remota.

Una volta contratto il virus, questo tendenzialmente non manifesta una sintomatologia riconducibile, mentre altre volte si manifesta con i condilomi. Queste ultime, sono delle escrescenze di piccole dimensioni, di colore bianco e pruriginose, che si manifestano sulla superficie degli organi sessuali sia femminili che maschili.

Esistono due tipologie di lesioni da papilloma virus:

1. Condilomi acuminati dette anche “Creste gialle”. Queste sono sporgenze carnose con una punta di colore rosa che possono assumere molteplici ramificazioni. IL virus che determina tale patologia, è a basso rischio.
2. Condilomi dalla forma piatta. Queste sono sporgenze dalla forma piatta e sono tra i condilomi più associati a forme tumorali

Entrambe le manifestazioni, possono colpire, sia gli organi genitali interni ed esterni, che la zona anale e la gola.

I sintomi del Papilloma Virus

Alcune forme di Papilloma Virus, sono implicate nella formazione di neoplasie al collo dell’utero, ovvero nel cancro intraepiteliale della cervice uterina. I ceppi che sono a rischio, sono identificati dai numeri 16 (HPV 16) e 18 (HPV 18), che da soli, sono i responsabili del 70% delle neoplasie della cervice uterina.

Altre forme, sembrano essere implicate nella formazione di verruche genitali oppure condiloma acuminati, come abbiamo introdotto precedentemente. I ceppi maggiormente a rischio sono: 6 (HPV 6) ed 11 (HPV 11), i responsabili della totalità dei casi.

Tutte le infezioni sostenute da Papilloma Virus, possono dare luogo a manifestazioni identificabili per sintomi particolari. Le verruche principalmente, si possono manifestare nelle cervice uterina, nella vagina, nella vulva, nell’uretra, nell’ano, nel perineo. Inoltre possono migrare anche in zone extragenitali, ovvero nella congiuntiva, nella laringe e nella bocca.

Papilloma Virus Vaccino

Il Vaccino contro la trasmissione del Papilloma Virus, è stato introdotto nel nostro paese più di 10 anni fa. Nei paesi dove è stato somministrato maggiormente, come in Italia, è stato possibile ottenere dei risultati soddisfacenti, con una riduzione sostanziale del numero di nuovi contagi.

Il Papilloma Virus, è molto comune, e come abbiamo descritto, si trasmette per via sessuale, e tendenzialmente non provoca gravi conseguenze. IN alcuni casi però, può essere la causa del tumore del collo dell’utero, se determina infezione cronica oppure se viene trascurata.

È stato pubblicato di recente, da parte della rivista Clinical Infectius Diseases, una ricerca su 58 casi, che ha evidenziato, che tutte le infezioni da Papilloma Virus che possono provocare tumore, sono diminuite del 90% nelle giovani donne, a seguito del vaccino.

A livello scientifico, questo risultato è un vero e proprio successo, perché il vaccino per il Papilloma Virus, di fatto è il primo vaccino contro alcune forme tumorali.

Diagnosi del Papilloma Virus

I test attualmente in atto per il Papilloma Virus, vengono effettuati solo per lo screening del tumore del collo dell’utero. No esiste un vero e proprio esame valido per entrambi i sessi, in gradi di fornire una risposta sia positiva che negativa al Papilloma Virus, e non esiste neanche un esame valido, in grado di individuare con certezza la presenza di tale virus sui genitali, sia maschili che femminili, nella bocca o nella gola.

Gli esami più diffusi attualmente sono:

1. Pap Test: l’esame consiste nel prelievo di un campione di cellule del collo dell’utero, per poi essere esaminate successivamente al microscopio, per evidenziare cambiamenti anomali.
2. Colposcopia: tale esame, viene effettuato in caso di positività al Pap Test. L’esame della cervice uterina, avviene mediante un colpscopio, ovvero uno strumento che permette di esaminare la zona interessata. Durante l’esame, il medico può introdurre alcuni liquidi di contrasto, che servono a visualizzare eventuali anomali.
3. Test DNA HPV: attraverso questo test, è possibile ricercare direttamente, il materiale genetico di HPV attraverso un campione di cellule. Esso può rilevare il tipo di Papilloma Virus che ha determinato il tumore alla cervice.

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Consigli utili per la copertura di una piscina fuori terra

Avete una piscina fuori terra e volete coprirla? È una grande idea! La copertura è un elemento essenziale per sfruttare appieno i numerosi vantaggi offerti da una piscina fuori terra. Quale soluzione potete utilizzare per coprire adeguatamente la vostra piscina? Come procedere per il successo del vostro progetto? Vi raccontiamo tutto in questo articolo che vi porta tutto sull’argomento.

Cos’è una piscina fuori terra?

Una piscina fuori terra è una piscina che viene installata sulla superficie del terreno e non nel terreno. È una pozza d’acqua che può essere montata e smontata. A differenza di un pool convenzionale, può essere installato in un breve periodo di tempo e richiede poco spazio e risorse finanziarie. Non richiede alcuna formalità amministrativa e ancor meno scavi nel terreno. È facile da usare perché una volta installato, le sue pareti sono visibili e il livello dell’acqua è sopra il livello del suolo, il che offre molteplici vantaggi per il nuoto e il relax.

La piscina fuori terra esiste sotto diversi tipi. I tipi più conosciuti sono il kit piscina fuori terra, la piscina fuori terra gonfiabile e la piscina fuori terra tubolare.

L’importanza di mantenere pulita la piscina

Mantenere pulita la piscina fuori terra non è un lusso, ma una necessità assoluta. Infatti, quando non si effettua la manutenzione della piscina, essa è inquinata da elementi esterni come polvere, foglie e insetti, ma anche da elementi interni come le alghe. Questi inquinanti sporcano la piscina e influiscono sulla qualità dell’acqua in essa contenuta. L’acqua evapora facilmente e non può più trattenere il calore necessario per il nuoto. La piscina diventa quindi un serbatoio per diversi tipi di microbi pericolosi per la salute. Mantenendo pulita la vostra piscina, la proteggete da ogni tipo di inquinamento e vi date tutte le possibilità di goderne meglio.

Le diverse soluzioni per la copertura di una piscina fuori terra

La copertura è un fattore essenziale per una piscina fuori terra. Se avete intenzione di costruire un ponte intorno alla vostra piscina fuori terra per livellarla, allora sarete in grado di coprire la vostra piscina. Le diverse soluzioni che potete scegliere per la copertura della vostra piscina sono le seguenti.

Pensilina sollevabile e rimovibile

La copertura piatta sollevabile della piscina è la prima soluzione che potete utilizzare per coprire la vostra piscina fuori terra. Ha molti moduli che possono essere impilati uno sopra l’altro e ben lontani dalla piscina. Ogni modulo può essere posizionato e stabilizzato a mano con l’aiuto di una stampella. L’unicità di questo tipo di copertura per piscina fuori terra è che è poco costosa e offre una grande libertà di nuoto. Tuttavia, la sua installazione richiede spazio sufficiente.

Rifugio pieghevole

Come suggerisce il nome, questo tipo di copertura è pieghevole. I suoi moduli sono solitamente ripiegati l’uno sull’altro alla fine della piscina e garantiscono un’esperienza di nuoto ottimale. La copertura piatta pieghevole per piscina è facile da maneggiare e non richiede un grande spazio di stoccaggio sul retro della piscina. Tuttavia, è più costosa della copertura piana sollevabile per piscina e le sue parti di collegamento possono danneggiarsi nel tempo.

Pensilina mobile da terrazza

La copertura mobile della terrazza è una copertura ultrapiatta per piscine fuori terra. Ha una struttura in alluminio e ha una o due piattaforme che scorrono verso le parti finali della piscina. Questo tipo di rifugio offre un importante risparmio di spazio e una leggerezza unica. È adatto a piccoli esterni, ma è più costoso dei due precedenti.

Rifugio telescopico

La copertura piatta telescopica della piscina è l’ultima soluzione per coprire una piscina fuori terra di cui si parla in questo biglietto, ma non è l’ultima. In effetti, è l’ultima aggiunta ai rifugi per piscine fuori terra. I suoi moduli sono integrati l’uno nell’altro e permettono di scoprire l’intera piscina. Tuttavia, è costoso e richiede uno spazio di stoccaggio sufficiente sul retro della piscina.

Essere accompagnati da uno specialista della piscina

Quando decidete di installare o di coprire la vostra piscina fuori terra, è importante essere accompagnati da uno specialista della copertura della piscina. Perché ogni progetto di piscina fuori terra ha le sue specificità e richiede l’applicazione di tecniche appropriate e la considerazione di diversi fattori. Pertanto, il vostro progetto non può avere successo senza il coinvolgimento di un esperto del settore. Avvalendosi dei servizi di uno specialista di piscine, studierà il vostro progetto, proporrà la soluzione più appropriata e vi accompagnerà per tutta la durata del progetto. Sarà anche in grado di guidarvi nella scelta dei vostri corsi di nuoto specializzati o di offrirvene qualcuno di persona.

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Caffè e bellezza: tutti i suoi benefici

Ebbene si, caffè e bellezza sono una cosa sola sotto molti aspetti.

Parliamoci chiaro, la bellezza esteriore non è essenziale e questo lo sappiamo molto bene. Tuttavia, è anche vero che tutti cerchiamo di essere la migliore versione di noi stessi, sia dal punto di vista interiore che dal punto di vista estetico.

Guardarsi allo specchio e piacersi è il primo passo per essere una persona serena, sicura di sè e felice.

Ma allora come può il caffè essere un aiuto per la nostra bellezza?

Ci sono molti studi in merito ed il nostro obiettivo è quello di svelarti segreti che forse non conoscevi.

D’altronde è ben noto come un un buon caffè fatto con un’ottima macchinetta da caffè possa radicalmente cambiare la giornata.

Caffè e bellezza: tutto quello che c’è da sapere

Il caffè è una bevanda che mette d’accordo tutto il mondo.

È davvero raro trovare una persona che non ami sorseggiare un buon caffè facendo due chiacchere.

Il caffè, infatti, non è una semplice bevanda ma è molto di più.

Un momento di condivisione, un momento di relax, un momento per fare due chiacchiere, una scusa per trovarsi, un momento anche di solitudine e relax se uno lo desidera.

Se poi teniamo conto anche del fatto che questa bevanda nera stimola il sistema nervoso, migliora la concentrazione, dona una ricarica di energia e migliora la digestione, ecco che arriviamo alla conclusione che non si può fare a meno di un buon caffè.

Ma come può esserci d’aiuto per essere anche più belli? Vediamolo insieme.

Caffè e bellezza: addio a rossori ed irritazioni

Il caffè ha alti poteri antibatterici ed antinfiammatori.

Queste sue caratteristiche lo rendono perfetto per combattere acne e rossori della pelle.

Sono davvero molte i cosmetici e le creme che al loro interno hanno un po’ di caffeina e non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Una crema purificante ed idratante fai da te al caffè? Mescola tre cucchiaini di polvere di caffè, sei cucchiaini di latte di cocco e un paio di cucchiai di malto di riso.

Lascia in posa 15-20 minuti e poi risciacqua con acqua tiepida.

Vedrai, la tua pelle ringrazierà.

Caffè e bellezza: sos occhiaie

Il caffè è perfetto per attivare la micro circolazione e favorire l’eliminazione di acqua e gonfiore.

Proprio per questi motivi può essere un grande alleato contro le occhiaie.

Prepara un composto formato da 8 grammi di caffè in grani, 8 grammi di olio d’oliva ed un paio di gocce d’acqua.

Metti il composto nella zona contorno occhi, massaggia delicatamente e poi risciacqua.

Caffè e bellezza: lotta contro la cellulite

Non potevamo non inserire nella nostra lista anche i grandi benefici che il caffè può avere nella lotta contro l’inestetismo più odiato dalle donne: la cellulite.

Come già accennato, il caffè ha il potere di attivare la micro circolazione.

Infatti, la caffeina tende a dilatare i vasi sanguigni ed a migliorare il flusso venoso complessivo.

Ovviamente, non ci si possono aspettare miracoli.

Per eliminare la cellulite una volta per tutte serve uno stile di vita sano ed attivo, ma la caffeina può dare quell’aiuto in più che stavi cercando da tempo.

Lo scrub al caffè anti cellulite è composto come segue:

  • 2 cucchiai di fondi di caffè
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 4 cucchiai di olio di cocco
  • 1 cucchiaino di miele
  • 1 cucchiaino di cannella

Caffè e bellezza: luce ai capelli

Infine, ecco che il caffè può aiutati ad avere anche dei capelli sani e luminosi.

La caffeina migliora l’ossigenazione ed il micro circolo del cuoio capelluto rendendo la crescita dei capelli molto più intensa e donando molta più forza ad ogni singolo capello.

Prepara un impacco con caffè e olio d’Argan, di avocado o di mandorle.

Lascia agire 30 minuti e poi lava bene i capelli.

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Pergole in alluminio: strutture, materiali e optional

Se sei in possesso di un giardino moderno e ben curato e vuoi trovare il modo di valorizzarlo ulteriormente, non possiamo che consigliarti i pergolati in alluminio. Una pergola infatti in allumino ha un look moderno, accattivante, ricco di fascino, che ben si armonizza con i giardini di oggi. Si tratta di una copertura eccellente per il periodo estivo, in quanto consente di creare un’ampia zona d’ombra. Si tratta però di una buona scelta anche per tutti coloro che tanto vorrebbero avere un giardino d’inverno. Sì, perché bastano pochi optional per chiudere la pergola e far sì che si trasformi in una vera e propria stanza extra della propria casa.

Pergole in alluminio, caratteristiche di questo eccellente materiale

Perché proprio l’alluminio? Di certo non solo perché può garantire un look moderno e ricco di fascino. L’alluminio è il materiale ideale per i nostri spazi outdoor in quanto è leggero e malleabile, cosa questa che permette di dare vita a pergole in ogni possibile forma e dimensione, personalizzabili in ogni più piccolo dettaglio.

L’alluminio inoltre è un materiale robusto che conferisce stabilità e durevolezza nel tempo alla struttura. Resiste in modo impeccabile ai raggi UV del sole, che possono invece danneggiare i materiali di stampo più tradizionale come il legno. Resiste anche alle intemperie. Pioggia, grandine, neve, temperature elevatissime, temperature rigide, non c’è niente che possa rovinare una pergola in alluminio.

Pergole in alluminio, le strutture

Le pergole in alluminio possono essere addossate direttamente al muro della casa, saggia decisione nel caso in cui la porta di ingresso sia proprio in giardino. In questo modo si crea un prolungamento della zona living. In questo modo anche la casa riesce a risultare più fresca, perché l’ingresso non è mai a diretto contatto dei raggi cocenti del sole. Le pergole in alluminio però possono anche essere autoportanti, del tutto indipendenti dalla casa e posizionabili ovunque in giardino.

La struttura in alluminio è sormontata da una copertura in tessuto, meglio se tecnico, impermeabile, sintetico, così che risulti resistente e di semplicissima manutenzione. Può essere sormontata però anche da lamelle, anch’esse realizzate in alluminio, orientabili. Si viene in questo modo a dare vita a quella che definiamo pergola bioclimatica, una pergola che è sempre in ombra, in qualsiasi orario della giornata, e dove l’aria circola alla perfezione. Questa sì che è una pergola lussuosa, pensata per coloro che dal loro giardino vogliono davvero il massimo.

Pergole in alluminio, optional

Tra gli optional che è possibile scegliere per la propria pergola in alluminio, l’automazione e la chiusure laterali. L’automazione consente di aprire e chiudere la copertura della pergola, o nel caso delle lamelle orientabili di direzionarle, premendo un solo semplice tasto, anche da telecomando, anche in alcuni casi direttamente dallo smartphone. Le chiusure laterali consentono invece di trasformare lo spazio antistante la pergola in una stanza a tutti gli effetti, da utilizzare durante il periodo invernale. Che bello pranzare sotto al rumore della pioggia! Che bello leggere un buon libro osservando le meraviglie del proprio giardino, anche se fuori tira un vento insopportabile!

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Le differenze tra carati e come viene quotato l’oro nei negozi compro oro

Capita spesso che, specie a chi non è esperto di gioielleria, si indotto in confusione dal significato dalla parola carato. Questo può essere particolarmente fastidioso quando ci si trova nelle condizioni di acquisto di un gioiello o nella vendita di monili presso un negozio di Compro Oro di Roma.

Nel settore ci sono due principali significati della parola carato in base a che cosa ci si sta riferendo. Come si fa a capire di che cosa si sta parlando? Vediamo di fare un po’ di luce.

L’origine della parola carato

Sembra strano ma per capire il significato della parola carato bisogna andare parecchio indietro nel tempo. Molti di noi hanno familiarità con la carruba, che viene spesso utilizzata come sostituto del cioccolato. Pochi di noi, tuttavia, sanno che entrambi i significati di carati risalgono alle carrube. I carrubi sono cresciuti nella regione mediterranea fin dall’antichità. Gli alberi producono piccoli baccelli di semi commestibili contenenti carrube. I chicchi di carruba hanno dimensioni insolitamente costanti. Ciò significa che i semi di carruba di solito pesano tutti allo stesso modo, indipendentemente da dove o quando raccolti.

Questa caratteristica del peso costante ha portato i semi di carruba a diventare un’unità di peso nei primi tempi. Dall’antica Grecia arrivano i documenti scritti che parlano di peso in relazione alle carrube. Nel 1500, gli alchimisti latini, usando ancora i chicchi di carruba come unità base di peso, misurarono le cose in base al carratus. I carati sono i moderni derivati ​​del carratus.

Nel corso della storia fino al giorno d’oggi questa parola ha assunto due significati diversi anche se nello stesso ambito. Il carato è infatti un’unità di peso se si parla di pietre preziose ma diventa un indice di purezza se si parla di oro. Nel mondo anglosassone questa parola è indicata come karat, abbreviato con la lettera K, quando si parla di purezza dell’oro, mentre si usa carat in caso ci si sta riferendo al peso di una pietra e viene usata l’indicazione Ct.

Quanto pesa un carato?

La cosa importante da ricordare, quando si parla di pietre preziose, è che un carato è un’unità di peso, non un’unità di dimensioni. Un carato di una pietra densa (pesante) sarà più piccolo di un carato di una pietra più leggera. Ad esempio, uno zaffiro di un carato sarà più piccolo di un diamante di un carato, perché gli zaffiri sono più pesanti dei diamanti. Il carato (Ct) come unità di peso è pari a 0,20 grammi. Una pietra preziosa di 5 carati vuol dire quindi che ha un peso di 1 grammo.

Quando il carato è indice di purezza?

Quando si parla di oro avrai sicuramente sentito delle indicazioni tipo 18 o 24 carati. In questo ambito il peso non c’entra nulla ma si sta parlando della purezza del monile o del lingotto d’oro in oggetto. Questa misurazione utilizza una base di 24 unità. L’oro puro è chiamato oro 24 carati (24K).

Poiché l’oro è un metallo morbido, altri componenti vengono aggiunti per renderlo più duro formando una lega d’oro. I metalli più comuni utilizzati nelle leghe d’oro sono argento, rame, nichel e zinco. Le leghe d’oro più comuni ed usate in gioielleria sono l’oro 14K e l’oro 18K. Rendere la lega d’oro piu’ dura dell’oro puro è indispensabile per creare anelli, pendenti, orecchini o gioielli che contengano una pietra incastonata.

Quando acquisti oro o oggetti fatti con, ricorda che maggiore è il numero di carati, maggiore è la percentuale di oro ma solo l’oro a 24 carati è al 100% puro.

Anche quando ti trovi nella condizione di dover vendere un gioiello ad un negozio di Compro Oro il totale che ti verrà corrisposto sarà ottenuto moltiplicando il prezzo di acquisto per il peso dell’oro puro contenuto nel tuo monile (e non sul peso totale dell’oggetto stesso).

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I 5 interventi di chirurgia estetica più richiesti

La propria immagine è il proprio biglietto da visita, questo è innegabile.
Prendersi cura di se stessi e della propria immagine è ormai una condizione inevitabile se si vuole essere considerati al meglio, ma spesso la dieta sana ed equilibrata e l’attività fisica non bastano.
Sono, infatti, sempre di più le persone che si rivolgono al chirurgo estetico per migliorare la propria immagine in quei punti in cui l’allenamento e la dieta non portano i frutti sperati, perché quei piccoli difetti non permettono di condurre serenamente la propria vita a causa dell’insicurezza che possono provocare.
I motivi per i quali rivolgersi ad un chirurgo estetico sono davvero molteplici, ma quali sono gli interventi che vengono richiesti di più?
Al primo posto si trova l’intervento di lifting sul viso e sul collo.

Gli interventi di chirurgia plastica più effettuati.

Il lifting al viso e al collo sono due interventi (spesso eseguiti in uno solo) che viene richiesto principalmente dalle donne che vorrebbero migliorare il loro aspetto fornendo un’immagine di sè assolutamente fresca e molto più giovane senza però affrontare degli interventi molto più invasivi. Questo intervento viene affrontato solitamente attraverso delle iniezioni di prodotti specifici, come ad esempio, i peptidi bionimetidi, il botulino, trattamenti con la luce azzurra e via discorrendo. Queste iniezioni solitamente vengono effettuate a distanza di diverso tempo.
Il lifting sul collo e sul viso, però, può essere anche effettuato tramite un vero e proprio intervento in anestesia generale o locale tramite analgesici. Questo intervento è il più richiesto tra gli interventi di chirurgia plastica e solitamente viene effettuato su pazienti che presentano una notevole lassità del tessuto della pelle, di quello adiposo e anche profonde rughe sul volto e sul collo. E’ possibile trovare maggiori informazioni riguardo questo intervento anche sul questo sito: la dottoressa Gisella Nele è un chirurgo plastico di Napoli che potrà rispondere ad ogni tipo di domanda.
La mastoplastica additiva è la seconda operazione più richiesta dalle donne che vogliono aumentare il volume del proprio seno o ritrovare la giusta tonicità persa, magari, successivamente all’allattamento o in seguito ad un forte dimagrimento. Questo intervento ha una durata di circa due ore durante le quali il chirurgo inserisce una protesi all’interno del seno da sotto l’ascella, affinché si riduca la possibilità di vedere cicatrici antiestetiche.
La rinoplastica è il terzo tra gli interventi più richiesti sia per estetica che per funzionalità. Questo intervento permette di rimuovere dei difetti presenti sopra o dentro il naso migliorando l’aspetto e la respirazione, come quando si vuole correggere un setto nasale deviato. Questo intervento necessita di un periodo di degenza davvero ristretto, di solo un paio di giorni, per cui non è affatto un intervento problematico o preoccupante.
Un altro degli interventi più richiesti è quello della lipoaspirazione che serve a rimuovere, tramite l’aspirazione, il grasso presente in diverse zone, come le cosce o l’addome. Questo intervento necessita di alcuni giorni di ricovero.
La blefaroplastica, infine, è l’ultimo tra i cinque interventi più richiesti. Questa operazione agisce sull’eccesso di pelle presente sopra e sotto le palpebre che solitamente si forma con l’avanzare degli anni.
Questo intervento è richiesto molto più dalle donne che vogliono riappropriarsi di un aspetto sano e giovanile.
Questo intervento, nonostante sia davvero molto delicato, è comunque molto diffuso e prevede il ricovero per qualche giorno.

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Cosa mettere in valigia prima di partire

“Prima di partire per un lungo viaggio, devi portare con te” recitava una canzone della famosa artista Irene Grandi, che mai come in questo contesto si sposa perfettamente. Cosa mettere in valigia prima di partire? Ogni volta è la stessa storia. Anche se abbiamo preparato i bagli decine di volte in vita nostra, ci sarà sempre la preoccupazione di dimenticare qualcosa, situazione che a seconda della meta prescelta, può diventare anche fastidiosa. Con queste premesse, vediamo insieme gli “immancabili”.

Cosa mettere in valigia prima di partire: la lista

La prima regola quando si prepara una valigia, è quella di non affidarsi mai solamente alla memoria, perché prima o poi ci tradirà. Per quanto attenti possiamo essere infatti, la distrazione è sempre dietro l’angolo. Proprio per questo motivo, è opportuno preparare una lista nei giorni antecedenti alla partenza, dove annotare tutto quello che ci viene in mente.

Mano a mano che gli oggetti verranno inseriti in valigia, si potrà provvedere a spuntare tale lista, così da avere sempre la situazione sott’occhio. In prima battuta, nell’elenco degli immancabili, troviamo chiaramente i vestiti, a partire dalla biancheria intima. Mutande, reggiseni, calze e calzini, canottiere, cinture, e camicie.

E poi ancora: pantaloni, maglioncini, felpe, accappatoio, ciabatte e tutto quello che potrà occorrere nella quotidianità delle vacanze, sempre rapportato al numero di giorni del viaggio. In secondo luogo troviamo degli oggetti che varieranno a seconda della stagione e chiaramente del tipo di destinazione.

La meta è il mare? Crema solare e doposole, giochi da spiaggia, cuffia da piscina, materassino gonfiabile, borsa mare, borsa termica, giochi da spiaggia, custodia impermeabile per lo smartphone, infradito, maschera e boccaglio, costumi, sandali, e tutto quello che potrà servire per il perfetto turista da spiaggia.

Se al contrario la destinazione sarà la montagna, da non dimenticare sono: giubbotti, K-Way, scarponi invernali, sciarpe, guanti, cappelli invernali e la crema mani per le screpolature.

Dal notebook alle scarpe, tutto l’occorrente per una valigia perfetta

Ovviamente preparare una valigia è un’azione che si differenzierà a seconda della persona e della vacanza. Alcuni accorgimenti però, possono essere considerati comuni a qualsiasi condizione. Il primo di questi riguarda le scarpe, e consiste nello scegliere solamente un paio di scarpe, al massimo due, che siano ben collaudate.

Assolutamente sconsigliato è mettere in valigia scarpe nuove, che potrebbero fare male durante i giorni della vacanza, e rovinare il momento. Inutile aggiungere in valigia invece shampoo, bagnoschiuma e detergenti in generale. Sono prodotti reperibili praticamente ovunque, ed è inutile sovraccaricare le valigie che poi rischiano di diventare troppo pesanti.

Proseguendo invece nella lista degli oggetti che non dovrebbero mai mancare, ne troviamo anche qualcuno di tecnologico, ad esempio una fotocamera digitale di buona qualità. È vero infatti che gli smartphone fanno oramai delle ottime foto, ma una buona fotocamera molto spesso si comporta meglio, e immortalare una vacanza non ha prezzo.

Sempre in ambito tecnologico, può tornare utile anche un pc portatile, magari per organizzare gli spostamenti del giorno successivo. Quali requisiti deve avere? Per ulteriori approfondimenti puoi consultare questo articolo sui notebook, ma solitamente è preferibile per ragioni di spazio optare per un modello compatto e leggero.

In secondo luogo, la tecnologia torna sempre utile, ma un buon libro in valigia non deve mai mancare. La vacanza è un momento di relax per il corpo e per lo spirito, e una buona lettura non potrà che tornare utile in tal senso.

Cosa mettere in valigia? Attenzione agli indispensabili, ma anche a non esagerare

Può apparire banale sottolinearlo, ma come abbiamo detto durante la preparazione di un viaggio i pensieri sono moltissimi, e la distrazione è sempre in agguato. Per questo motivo, attenzione ad esempio a non dimenticare i medicinali, e una ricetta di quelli presi abitualmente. Ad ogni modo, una regola sempre valida da tenere bene a mente, quasi come fosse un mantra, è quella di non esagerare.

È davvero inutile infatti portarsi mille ricambi, in grado di far diventare ancora una volta la valigia eccessivamente pesante, quindi scomoda da trasportare. Soprattutto per quanto riguarda alcuni abiti, come le magliette, il numero perfetto è il tre: una da indossare, una da lavare, e la terza ad asciugare.

In linea di massima possiamo dire che il valore che ciascun elemento avrà nella potenziale lista, deve essere direttamente proporzionale al numero di utilizzi che se ne potrà fare. Ovviamente molti di questi accorgimenti cadono nel momento in cui in famiglia è presente un bambino piccolo (o più di uno), dove avere ricambi supplementari è sempre consigliato.

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Ricette e pappe

Riso Bomba: perché è il miglior riso per paella

La paella è uno dei piatti tipici della Spagna. Ne sono disponibili molte diverse versioni, ma quella originale, la più antica, è senza alcun dubbio la paella valenciana. Ma qual è il miglior riso per la paella? Il migliore in assoluto è senza alcun dubbio il riso Bomba.

Riso bomba, il miglior riso per paella

Molte persone credono che la paella possa essere preparata con qualsiasi tipologia di riso disponibile in commercio. Non è affatto così. Anzi, la maggior parte dei risi disponibili in commercio non sono affatto adatti. Nel caso dei risi per risotto, i chicchi tendono ad appiccicarsi in modo eccessivo tra di loro. Nel caso invece dei risi pensati per le insalate, i chicchi restano separati ma non tengono molto bene la cottura. Allora qual’è il riso migliore? Il riso migliore è il riso Bomba, una varietà spagnola molto pregiata che è in possesso del marchio DOC dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda l’aspetto, i chicchi di riso Bomba si caratterizzano per essere molto corti, al massimo infatti 5,5, mm. Inoltre hanno una forma arrotondata. Sono di colore bianco, perlaceo. La caratteristica in assoluto più importante del riso bomba è che ha una componente di amido molto bassa. Resiste alla cottura in modo impeccabile e i chicchi restano ben separati tra di loro. Assorbe molto bene tutti i sapori che vengono inseriti nella ricetta, così che ingredienti e riso siano un tutt’uno, così che ad ogni boccone sia possibile avere sul palato un sapore che risulta semplicemente incredibile.

Riso bomba, dove acquistarlo

Sì, il riso bomba è senza alcun dubbio il riso in assoluto migliore per la preparazione della paella valenciana. Il problema è che si tratta di un riso che non è così semplice da trovare. Impossibile trovarlo insomma al supermercato!

Ma allora dove lo si acquista? Direttamente online, ovvio. Sì, sono oggi disponibili alcuni e-commerce specializzati in prodotti tipici che consentono di acquistare anche questo pregiato e raro riso. Ovviamente può essere acquistato in vari formati, anche in formati di molti chilogrammi in modo da averne sempre una scorta a disposizione. Il Costo si aggira intorno i ai 5,50-6 € al chilo, ma è anche vero che acquistandone grandi quantità è possibile risparmiare.

Paella valenciana: è a base di carne o di pesce?

Questa è una delle domande che molte persone si pongono. C’è effettivamente molta disinformazione al riguardo. La paella valenciana originale è esclusivamente a base di carne. Dopotutto è normale che sia così, dato che questa è una ricetta nata dai contadini e dai pastori. La carne migliore per la preparazione della paella è quella di pollo e di coniglio, ma anche le lumache sono un ottimo ingrediente. Poi ovviamente sono presenti molte verdure di stagione, tra cui pomodori, peperoni e fagiolini corallo, carciofi. In molti aggiungono anche dei fagioli bianchi speciali, chiamata garrofó. Immancabile infine lo zafferano e anche un rametto di rosmarino. No invece ai coloranti, anche se sono consigliati in molte ricette. Lo zafferano da solo è più che sufficiente a donare alla paella la sua tipica colorazione gialla.

In Spagna è possibile mangiare anche paella a base esclusivamente di pesce, paella a base sia di pesce che di carne, paella vegetariana. Sono tutte buonissime, impossibile negarlo, e per tutte è proprio il riso bomba quello consigliato. Però la vera e unica paella valenciana è a base di carne, giusto saperlo!