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Bonus zanzariere: come ottenerlo

La detrazione fiscale zanzariere è una realtà introdotta nella Legge di Bilancio che ha generato una serie di dubbi e di contraddizioni. Di seguito andremo a considerare in cosa consiste questa agevolazione e come la si può richiedere.

Cos’è la detrazione fiscale zanzariere

L’Ecobonus prevede la possibilità di applicare una serie di contribuiti di natura economica e fiscale a tutte quelle attività che determinano una riqualificazione dal punto di vista energetico di un immobile. Quindi oltre agli interventi di ristrutturazione si è applicato un bonus anche per le schermature solari e alle tende da sole, strumenti che permettono di ridurre la spesa energetica all’interno di un’abitazione.
In questa prospettiva si colloca anche la detrazione fiscale zanzariere (ottieni più informazioni https://www.shark-net.com/detrazione-fiscale-zanzariere) grazie alla quale si potrà ottenere un contributo fiscale nel caso di installazione di queste strutture a porte e finestre. Ciò vuol dire che non si otterrà direttamente un importo economico per la spesa effettuata, oppure una riduzione sull’eventuale acquisto, ma si determinerà uno sconto sulle dichiarazioni dei redditi.
È però importante precisare che tale richiesta è possibile solo se le zanzariere vengono equiparate a strumenti di schermatura solare.

Quali sono i requisiti tecnici richiesti

La confusione generata sulla possibilità di richiedere la detrazione fiscale zanzariere, nasce proprio dal fatto che non tutte queste strutture possono essere considerate come sistemi di schermatura solare. A esprimersi recentemente è stata anche l’ENEA, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la quale ha specificato che solo le zanzariere che hanno particolari requisiti, possono rientrare nella categoria di schermature solari e come tali applicarsi la relativa agevolazione fiscale. Di seguito elenchiamo i parametri richiesti:

Certificazione: la zanzariera dovrà essere prodotta in base alle direttive della Comunità Europea, prevedendo il marchio CE come garanzia di un lavoro certificato.
Valore Gtot: è un dato che indica la capacità di un tessuto, del vetro e di una rete da zanzariera di intervenire sulla radiazione solare. Più basso è il valore, maggiore è la capacità di un materiale di svolgere il ruolo di schermatura. In base alla normativa vigente il valore Gtot non dovrà superare lo 0,35.
Installazione: le zanzariere dovranno essere installate in modo da essere amovibili, inoltre sarà necessario applicarle a protezione della vetrata sia all’interno sia all’esterno della finestra o della porta.

Come effettuare la richiesta per la detrazione fiscale

Avranno diritto ad accedere all’agevolazione, il proprietario di un immobile, ma anche l’inquilino o il coniuge residente, inoltre può farne richiesta anche un libero professionista con partita IVA, o un’impresa che voglia riqualificare gli ambienti lavorativi dal punto di vista energetico.
Per ottenere lo sgravio fiscale, si dovrà effettuare l’acquisto e l’installazione entro il 31 dicembre dell’anno in corso e introdurre nella dichiarazione dei redditi l’importo effettuato. Questa tipologia di agevolazione è inoltre cumulabile con altre forme di sgravi fiscali collegati all’Ecobonus. In base a quanto indicato dalla Legge di Bilancio, per le schermature solari l’importo massimo detraibile è pari al 50% della spesa complessiva con un massimo di 60.000 € diviso 10 anni.

Quali sono i documenti per ottenere l’agevolazione fiscale

Se si vuole ottenere il bonus zanzariere sarà quindi necessario selezionare solo quei prodotti che rispondono ai requisiti di legge. Inoltre al momento della dichiarazione fiscale sarà importante allegare una serie di documenti:

bonifico parlante: è richiesto il pagamento complessivo della zanzariera attraverso un bonifico in cui sia specificato l’acquisto con l’adesione all’Ecobonus per la schermatura solare. L’ordinante deve essere il soggetto a cui viene intestata la fattura e compreso tra coloro che hanno diritto a ricevere l’agevolazione.
Fattura: all’interno della dichiarazione dei redditi sarà necessario allegare anche la fattura quietanzata in cui venga specificato l’importo pagato per l’acquisto e l’installazione della zanzariera.
Certificazione: la zanzariera dovrà essere certificata come schermatura solare, appartenete alle classi 3 e 4. Per questo viene richiesta una certificazione specifica con un valore Gtot che non sia superiore allo 0,35.

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Pergole in alluminio: strutture, materiali e optional

Se sei in possesso di un giardino moderno e ben curato e vuoi trovare il modo di valorizzarlo ulteriormente, non possiamo che consigliarti i pergolati in alluminio. Una pergola infatti in allumino ha un look moderno, accattivante, ricco di fascino, che ben si armonizza con i giardini di oggi. Si tratta di una copertura eccellente per il periodo estivo, in quanto consente di creare un’ampia zona d’ombra. Si tratta però di una buona scelta anche per tutti coloro che tanto vorrebbero avere un giardino d’inverno. Sì, perché bastano pochi optional per chiudere la pergola e far sì che si trasformi in una vera e propria stanza extra della propria casa.

Pergole in alluminio, caratteristiche di questo eccellente materiale

Perché proprio l’alluminio? Di certo non solo perché può garantire un look moderno e ricco di fascino. L’alluminio è il materiale ideale per i nostri spazi outdoor in quanto è leggero e malleabile, cosa questa che permette di dare vita a pergole in ogni possibile forma e dimensione, personalizzabili in ogni più piccolo dettaglio.

L’alluminio inoltre è un materiale robusto che conferisce stabilità e durevolezza nel tempo alla struttura. Resiste in modo impeccabile ai raggi UV del sole, che possono invece danneggiare i materiali di stampo più tradizionale come il legno. Resiste anche alle intemperie. Pioggia, grandine, neve, temperature elevatissime, temperature rigide, non c’è niente che possa rovinare una pergola in alluminio.

Pergole in alluminio, le strutture

Le pergole in alluminio possono essere addossate direttamente al muro della casa, saggia decisione nel caso in cui la porta di ingresso sia proprio in giardino. In questo modo si crea un prolungamento della zona living. In questo modo anche la casa riesce a risultare più fresca, perché l’ingresso non è mai a diretto contatto dei raggi cocenti del sole. Le pergole in alluminio però possono anche essere autoportanti, del tutto indipendenti dalla casa e posizionabili ovunque in giardino.

La struttura in alluminio è sormontata da una copertura in tessuto, meglio se tecnico, impermeabile, sintetico, così che risulti resistente e di semplicissima manutenzione. Può essere sormontata però anche da lamelle, anch’esse realizzate in alluminio, orientabili. Si viene in questo modo a dare vita a quella che definiamo pergola bioclimatica, una pergola che è sempre in ombra, in qualsiasi orario della giornata, e dove l’aria circola alla perfezione. Questa sì che è una pergola lussuosa, pensata per coloro che dal loro giardino vogliono davvero il massimo.

Pergole in alluminio, optional

Tra gli optional che è possibile scegliere per la propria pergola in alluminio, l’automazione e la chiusure laterali. L’automazione consente di aprire e chiudere la copertura della pergola, o nel caso delle lamelle orientabili di direzionarle, premendo un solo semplice tasto, anche da telecomando, anche in alcuni casi direttamente dallo smartphone. Le chiusure laterali consentono invece di trasformare lo spazio antistante la pergola in una stanza a tutti gli effetti, da utilizzare durante il periodo invernale. Che bello pranzare sotto al rumore della pioggia! Che bello leggere un buon libro osservando le meraviglie del proprio giardino, anche se fuori tira un vento insopportabile!

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Le differenze tra carati e come viene quotato l’oro nei negozi compro oro

Capita spesso che, specie a chi non è esperto di gioielleria, si indotto in confusione dal significato dalla parola carato. Questo può essere particolarmente fastidioso quando ci si trova nelle condizioni di acquisto di un gioiello o nella vendita di monili presso un negozio di Compro Oro di Roma.

Nel settore ci sono due principali significati della parola carato in base a che cosa ci si sta riferendo. Come si fa a capire di che cosa si sta parlando? Vediamo di fare un po’ di luce.

L’origine della parola carato

Sembra strano ma per capire il significato della parola carato bisogna andare parecchio indietro nel tempo. Molti di noi hanno familiarità con la carruba, che viene spesso utilizzata come sostituto del cioccolato. Pochi di noi, tuttavia, sanno che entrambi i significati di carati risalgono alle carrube. I carrubi sono cresciuti nella regione mediterranea fin dall’antichità. Gli alberi producono piccoli baccelli di semi commestibili contenenti carrube. I chicchi di carruba hanno dimensioni insolitamente costanti. Ciò significa che i semi di carruba di solito pesano tutti allo stesso modo, indipendentemente da dove o quando raccolti.

Questa caratteristica del peso costante ha portato i semi di carruba a diventare un’unità di peso nei primi tempi. Dall’antica Grecia arrivano i documenti scritti che parlano di peso in relazione alle carrube. Nel 1500, gli alchimisti latini, usando ancora i chicchi di carruba come unità base di peso, misurarono le cose in base al carratus. I carati sono i moderni derivati ​​del carratus.

Nel corso della storia fino al giorno d’oggi questa parola ha assunto due significati diversi anche se nello stesso ambito. Il carato è infatti un’unità di peso se si parla di pietre preziose ma diventa un indice di purezza se si parla di oro. Nel mondo anglosassone questa parola è indicata come karat, abbreviato con la lettera K, quando si parla di purezza dell’oro, mentre si usa carat in caso ci si sta riferendo al peso di una pietra e viene usata l’indicazione Ct.

Quanto pesa un carato?

La cosa importante da ricordare, quando si parla di pietre preziose, è che un carato è un’unità di peso, non un’unità di dimensioni. Un carato di una pietra densa (pesante) sarà più piccolo di un carato di una pietra più leggera. Ad esempio, uno zaffiro di un carato sarà più piccolo di un diamante di un carato, perché gli zaffiri sono più pesanti dei diamanti. Il carato (Ct) come unità di peso è pari a 0,20 grammi. Una pietra preziosa di 5 carati vuol dire quindi che ha un peso di 1 grammo.

Quando il carato è indice di purezza?

Quando si parla di oro avrai sicuramente sentito delle indicazioni tipo 18 o 24 carati. In questo ambito il peso non c’entra nulla ma si sta parlando della purezza del monile o del lingotto d’oro in oggetto. Questa misurazione utilizza una base di 24 unità. L’oro puro è chiamato oro 24 carati (24K).

Poiché l’oro è un metallo morbido, altri componenti vengono aggiunti per renderlo più duro formando una lega d’oro. I metalli più comuni utilizzati nelle leghe d’oro sono argento, rame, nichel e zinco. Le leghe d’oro più comuni ed usate in gioielleria sono l’oro 14K e l’oro 18K. Rendere la lega d’oro piu’ dura dell’oro puro è indispensabile per creare anelli, pendenti, orecchini o gioielli che contengano una pietra incastonata.

Quando acquisti oro o oggetti fatti con, ricorda che maggiore è il numero di carati, maggiore è la percentuale di oro ma solo l’oro a 24 carati è al 100% puro.

Anche quando ti trovi nella condizione di dover vendere un gioiello ad un negozio di Compro Oro il totale che ti verrà corrisposto sarà ottenuto moltiplicando il prezzo di acquisto per il peso dell’oro puro contenuto nel tuo monile (e non sul peso totale dell’oggetto stesso).