Quanto è importante la filiera nel mercato alimentare italiano?

Quanto è importante la filiera nel mercato alimentare italiano?

E’ frequente sentire parlare di filiera alimentare, ma non sempre si hanno le idee chiare in merito. Per dare una prima infarinatura in merito si può dire che quando si parla di filiera alimentare o agroalimentare si fa riferimento all’insieme delle fasi e degli eventi grazie ai quali un prodotto alimentare passa dalla terra alla tavola dei consumatori.

In queste fasi sono ovviamente comprese tutte quelle che vive un certo prodotto alimentare, dalla produzione e raccolta delle materie prime fino all’arrivo nelle case e nei piatti. Di conseguenza emerge fin da subito che ogni alimento ha una propria filiera di riferimento.

Di questo argomento così interessante ce ne parla Sistemi & Consulenze, che si occupa di guidare le organizzazioni della filiera alimentare durante i processi di certificazione, che puoi approfondire visitando questo utile sito.

Come funziona la filiera alimentare

La filiera alimentare è considerata da molti come uno dei pilastri della sostenibilità, poiché consente di valorizzare nuove possibilità di vendita e di consumo. Per tali ragioni le aziende del settore alimentare si stanno impegnando sempre più nel perseguire l’obiettivo di accorciare la filiera, così da consentire la formazione di nuovi punti di contatto e di un pubblico sempre più esigente e consapevole quando si avvicina al momento della scelta del prodotto da acquistare.

Questo ha portato alla nascita e allo sviluppo di altre attività come gli spacci aziendali, le fattorie didattiche e gli agriturismi solidali.

Le fasi della filiera alimentare

Il cibo è sicuramente uno degli aspetti più rilevanti della cultura nazionale italiana. Per il nostro paese il settore agroalimentare rappresenta una delle risorse economiche più importanti, grazie soprattutto ad una produzione pari all’incirca centinaia di miliardi di euro e che coinvolge migliaia di imprese.

Nella filiera alimentare possono essere individuati diversi sottogruppi, in particolare:

  • agricoltura e allevamento: prime fasi della filiera, l’agricoltura e l’allevamento comprendono la produzione delle materie prime sia di origine animale che vegetale, nonché l’indotto che deriva non solo dall’agricoltura, ma anche dall’allevamento di animali, dalla pesca, dall’acquacoltura, dalla silvicoltura e zootecnia;
  • industria: il settore dell’industria alimentare comprende in particolare tutti i passaggi legati alla trasformazione e alla lavorazione delle materie prime fino al loro confezionamento. Le fasi necessarie sono quindi ben distinte per ciascun tipo di prodotto e di conseguenza possono coinvolgere più aziende;
  • distribuzione: l’ultima fase della filiera non è altro che quella in cui i prodotti alimentari vengono commercializzati ai consumatori finali. La distribuzione può avvenire grazie al commercio al dettaglio, alla grande distribuzione o al settore che si occupa della distribuzione ad alberghi, mense o alla ristorazione.

Filiera corta o lunga: i protagonisti e le differenze

La filiera può essere definita lunga o corta in base al differente numero di passaggi necessari, dei soggetti coinvolti nelle varie fasi di lavorazione e anche alla distanza dei km che il bene deve percorrere per arrivare ai consumatori.

Di conseguenza è possibile parlare di:

  • filiera corta: è il modello che ha come riferimento un numero limitato e circoscritto di passaggi produttivi nonché di lavoratori e di intermediazioni commerciali. Si parla di filiera corta in particolare in riferimento ai prodotti a km zero distribuiti entro un’area geografica circoscritta. In questi casi gli agricoltori possono coprire un ruolo attivo nell’intero sistema agro-alimentare e possono dar vita anche alla vendita diretta. E’ chiaro dunque che il vantaggio della filiera corta sta nella possibilità di poter ridurre gli intermediari e le distanze tra produttore e consumatore. Limitare la distribuzione in un ambito territoriale circoscritto è sicuramente un modo anche per dare un maggior contributo alla riduzione dell’inquinamento:
  • filiera lunga: è il modello su cui ha senza dubbio inciso la globalizzazione. In questo caso, infatti, vi sono diversi passaggi tra prodotto e consumatori a cui si aggiunge una distanza sempre più maggiore tra questi e i produttori. Nella filiera lunga sono ancora di più i soggetti coinvolti dato che vi partecipano agricoltori e allevatori, l’industria che si occupa della trasformazione e quella del confezionamento, i distributori, i trasportatori, i commercianti all’ingrosso e al dettaglio e da ultimo i consumatori finali.

In ogni caso va ricordato che ogni alimento che arriva sulla nostra tavola porta con sé il lavoro, l’impegno e la collaborazione di un numero indefinito di persone. Il punto di partenza della filiera, lunga o corta che sia, è individuato in chi lavora la terra, a cui si aggiungono le persone che si occupano degli allevamenti e dei laboratori di macellazione della carne. Le aziende agricole, infatti, vedono la partecipazione di fornitori e tutta un’altra serie di figure prima che il prodotto giunga all’industria.

Nelle filiere lunghe, ovviamente, aumentano le fasi e le aziende coinvolte. Di conseguenza la categoria iniziale dei produttori occupano un’importanza inferiore e allo stesso modo si riducono anche i margini di guadagno. Nonostante ciò vi è stato un aumento esponenziale di questo tipo di produzioni a causa del commercio sempre più globalizzato e questo ha determinato effetti negativi sull’ambiente, sui soggetti coinvolti e ovviamente sulla qualità e sulla freschezza del prodotto finale.

I consumatori dal canto loro hanno però la possibilità di acquistare prodotti in modo sempre più consapevole, favorendo le piccole realtà locali e le vendite dirette. Queste piccole e semplici abitudini sono il miglior modo possibile per favorire le realtà del settore e invertire il trend che ha portato all’allungamento della filiera agroalimentare.

Filiera corta: i vantaggi

Volendo aggiungere qualche ulteriore dettaglio è impossibile non approfondire il sistema della filiera corta, in riferimento a quella distribuzione dei prodotti che utilizza un ridotto numero di protagonisti.

La filiera corta è infatti divenuta ormai da tempo il sinonimo indiscusso di sicurezza alimentare in quanto garantisce maggior controllo e dà anche la possibilità di poter conoscere tutte le parti intervenute direttamente nella produzione, trasformazione, confezionamento e commercializzazione del prodotto.

Una ulteriore spinta arriva anche dall’innovazione tecnologica e dal mondo digitale in quanto garantiscono una sempre più maggiore connessione tra agricoltori e produttori ad esempio e questo fa sì che si possa instaurare un meccanismo di maggiore fiducia tra le parti, così da portare un ulteriore arricchimento al mercato di riferimento.